Visto per turismo in India: cosa cambia con il Covid-19?

Chi di noi ama viaggiare sa che sono molti i paesi che richiedono un visto per varcarne i confini, anche se semplicemente come turista.

Un visto altro non è che un documento con cui uno stato “accetta” l’entrata di uno straniero all’interno del proprio territorio rendendone legale la presenza. Non tutti i paesi richiedono il visto ai cittadini italiani, ma l’India, così come molti paesi asiatici, lo fanno e quindi è necessario comprendere come si ottiene, quanto dura, quanto tempo ci vuole per ottenerlo e quanto costa.

La procedura ordinaria per ottenere il visto per l’India, però, ha subito una sospensione a causa del Covid-19, e soprattutto a causa della variante Delta che ha colpito duramente il paese. Quindi nel periodo in cui si scrive, ovvero l’estate del 2021, le autorità non hanno ancora chiarito cosa avverrà sia per i visti da richiedere per viaggi futuri che per i visti, sia fisici che elettronici che sono già stati concessi e ancora non utilizzati. Questa incertezza riguarda sia i visti elettronici rilasciati o da rilasciare per viaggi turistici, che quelli richiesti a scopo medico o commerciale.  

Molti tour operator e agenzie di viaggio, come il Tappeto Volante Viaggi, tour operator specializzato nella creazione di pacchetti per paesi asiatici come India, Giappone, Cina, Vietnam, Birmania, Sri Lanka e Nepal, sono in attesa di maggiori informazioni che possono variare a seconda dell’aggravarsi o dell’attenuarsi della gravità della situazione sanitaria del paese.

Le domande che si possono porre a proposito dei visti per ragioni turistiche possono riguardare sia la possibilità di prorogare i visti già ottenuti ma non utilizzati che quella di richiedere un visto per un viaggio futuro.

Al momento è difficile dare una risposta certa ad entrambi i quesiti, dal momento che le autorità indiane non si sono ancora espresse in merito. È assolutamente ovvio che questo dipenda da una variabile che le autorità non sono in grado di prevedere, ovvero i dati sull’andamento del virus. Per questo motivo il consiglio delle autorità italiane è quello di prendere contatto per informazioni aggiornate con l’Ambasciata indiana a Roma o il Consolato indiano di Milano o l’Ufficio di immigrazione indiano.

È bene ricordare che in Italia fino al 30 agosto 2021 vige un’ordinanza che vieta l’ingresso nel nostro paese per le persone che hanno soggiornato o transitato in India nei 14 giorni precedenti l’ingresso in Italia e che i voli internazionali da e verso l'India sono sospesi fino alla stessa data.