DL Rilancio, arriva l’Ecobonus al 110%: requisiti, interventi ammessi e modalità di accesso

Il Decreto Rilancio è una misura fiscale introdotta a beneficio di cittadini ed imprese per far fronte alla crisi generata dall’emergenza Coronavirus. Al suo interno è compreso il cosiddetto Ecobonus 110%, cioè una detrazione destinata a riqualificare gli edifici da un punto di vista energetico e antisismico. Tale misura si affianca a quelle già esistenti come il bonus facciate e le detrazioni al 50% ed al 65% per la ristrutturazione edilizia.

Gli obiettivi principali sono rilanciare l’edilizia, che come tanti altri settori è stata pesantemente colpita dall’emergenza da Covid-19, e contemporaneamente incentivare la sostenibilità ambientale. La detrazione fiscale al 110% va ripartita in 5 rate annuali ed è destinata a quelle spese sostenute dal 1° luglio 2020 fino al 31 dicembre 2021. Si sta valutando comunque l’opportunità di allungare il provvedimento fino al 2022.

Ecobonus 110%: come funziona e quali lavori sono ammessi

Ecobonus 110%: a chi è rivolto? A tutte quelle persone che devono effettuare i seguenti lavori:

  • Isolamento termico su superfici opache verticali ed orizzontali che riguardano l’involucro dell’edificio con un’incidenza superiore del 25% della superficie disperdente lorda fino ad un massimo di 60.000 euro, moltiplicato per il numero complessivo delle unità che compongono l’edificio;
  • sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale già esistenti con impianti centralizzati destinati al riscaldamento, raffreddamento o fornitura di acqua calda sanitaria a condensazione, a pompa di calore o di microgenerazione con una spesa massima di 30.000 euro, moltiplicato per il numero delle unità immobiliari. Rientrano nella detrazione sia le parti comuni degli edifici sia gli edifici unifamiliari;
  • interventi di riduzione del rischio sismico. Se si opta per la cessione del credito ad un’impresa di assicurazione con relativa sottoscrizione di un contratto che copre gli eventi calamitosi, la detrazione spetta fino al 90%. Gli edifici rientranti nella zona sismica 4 non possono beneficiare dell’agevolazione;
  • installazione di impianti fotovoltaici connessi alla rete elettrica fino ad un massimo di 48.000 euro e con un limite di spesa pari a 2.400 euro per ogni kW di potenza nominale dell’impianto solare fotovoltaico. Le detrazioni sul fotovoltaico non sono però cumulabili con altre agevolazioni già in corso;
  • installazione di colonnine di ricarica per veicoli elettrici, una soluzione molto utile per chi ha acquistato una e-car o ha comunque intenzione di acquistarla.

I primi 3 interventi sono definiti “trainanti”, poiché ne basta solo uno per portare al 110% lo sgravio fiscale su altri lavori di riqualificazione energetica previsti dall’articolo 14 del dl 63/2013.

Ecobonus 110%: a chi spetta?

L’Ecobonus 110% può essere applicato ai condomini, agli istituti autonomi di case popolari ed agli enti aventi le stesse finalità, alle cooperative di abitazione ed alle singole unità immobiliari utilizzate come abitazioni principali. Le detrazioni per gli interventi di sostituzione impianto climatico e di isolamento termico ed i lavori di efficientamento energetico, se eseguiti su edifici unifamiliari, possono essere applicati

anche alle persone fisiche che non rientrano nell’attività di impresa, arte o professione ed unicamente se eseguiti sull’abitazione principale.

Per poter accedere alla detrazione fiscale è comunque necessario migliorare l’edificio di almeno 2 classi energetiche, o conseguire la classe energetica più alta, da dimostrare con l’APE (Attestato di Prestazione Energetica). Nei seguenti giorni dovrebbe essere emanato il provvedimento ministeriale che indica con maggiori dettagli i requisiti per accedere alla domanda.

Le alternative per utilizzare l’agevolazione

In sostituzione della detrazione, è possibile optare per: uno sconto in fattura, cedendo quindi la detrazione a favore del fornitore o della banca, oppure per la trasformazione in credito d’imposta con la possibilità di cederlo a terzi.

Nel primo caso i contribuenti possono richiedere al fornitore uno sconto uguale alla somma corrispondente alla detrazione. Il fornitore che ha eseguito gli interventi, a sua volta, può applicare un credito d’imposta per recuperare la somma con la possibilità di cedere ulteriormente il credito ad altri soggetti, come intermediari finanziari o istituti di credito.

Nel secondo caso il beneficiario della detrazione può in alternativa trasformare l’importo in credito d’imposta, cedendolo successivamente ad altri soggetti come intermediari finanziari o istituti di credito, o ancora utilizzandolo in compensazione secondo le rate residue di detrazione non fruite. In tal caso si procede con la solita ripartizione delle quote annuali che sarebbe stata utilizzata per la detrazione. La quota di credito di imposta, che non è stata utilizzata nel corso dell’anno, può essere sfruttata negli anni a venire ma non essere richiesta a rimborso.

Ecobonus 110%: come funziona sulla seconda casa?

Molti si sono posti la questione se è possibile richiedere l’Ecobonus 110% su due appartamenti in condomini diversi. Ebbene la risposta è sì ed il tetto massimo di spesa viene calcolato secondo ogni singola unità immobiliare. Ciò è però possibile se si tratta di due abitazioni, e non di immobili adibiti all’attività di impresa. Inoltre la persona fisica, beneficiaria dell’agevolazione per i lavori di efficientamento, non deve rientrare nell’attività di impresa.

In pratica l’Ecobonus 110% è valido non solo per la prima casa, ma anche per tutte le altre. Ne sono però esclusi gli edifici unifamiliari e solo in questo caso l’agevolazione si applica esclusivamente sull’abitazione principale. Riassumendo le persone fisiche al di fuori dell’esercizio di impresa possono beneficiare dell’agevolazione, purché non si tratti di edifici unifamiliari.

Il tetto di spesa si calcola sugli interventi su ogni singola unità immobiliare, perciò il tetto massimo non è cumulativo sui due edifici, ma si calcola singolarmente.

Multe pesanti per chi rilascia falsi documenti

Il Governo ha previsto sanzioni pecuniarie pesanti che vanno da 2.000 fino a 15.000 euro per chi rilascia falsa documentazione. Per accedere all’Ecobonus 110% è necessario il visto di conformità, rilasciato dai commercialisti e dai CAF. Tale documento è indispensabile anche per la cessione del credito.

sanzioni per chi fornisce false dichiarazioni per ecobonus decreto rilancio
sanzioni per chi fornisce false dichiarazioni per ecobonus decreto rilancio

Le multe vengono applicate per ogni documento falso e, se dovesse configurarsi il reato di falsa documentazione, naturalmente il bonus decadrebbe immediatamente. Le operazioni di verifica saranno condotte direttamente dal Ministero dello Sviluppo Economico.

Se dovesse verificarsi una mancata integrazione dei requisiti richiesti, anche se parziale, l’Agenzia delle Entrate può procedere al recupero delle somme e tale importo sarà maggiorato con l’applicazione di interessi ed ulteriori sanzioni.